Daniele Ruzzier è tra i più eclettici attori-autori che si sono dedicati anche alla didattica del teatro nel mondo della scuola e del sociale
Calendario


Duomo di Bad Doberan - 18 Luglio 2008
Monastero Altzella - 21 Settembre 2008
Caputh/Potsdam - 27 Settembre 2008




Ildegarde di Bingen
1. Kyrie
2. O Virtus Sapientiae (Antifon con Salmo 111)
– La Sagezza, una figura angelica con tre ali –
3. De Sancta Maria: Hodie Aperuit (Antifon)
– Giubilus sulla vittoria di Maria contro il serpente –
4. De Sancta Maria: Virga ac Diadema (Sequenz) – Esaltazione sulla vergine e lamento del peccato di Eva –
5. Estratto di „Ordo Virtutum“ (gioco delle virtù): Infelix Anima – Virtutes – Scientia Dei – Anima illa – Strepitus Diaboli ad animam illam – Virtutes – Diabolus – Humilitas – Virtutes – Caritas – Virtutes – Timor Dei – Virtutes – Diabolus – Virtutes
L'anima infelice – Le Virtù – La Cognoscienza divina – L'anima – Rumore del diavolo che parla all'anima – Le Virtù – Il Diavolo – L'umiltà – Le Virtù –La Caritate - Le Virtù – Il Timore di Dio – Le Virtù – Il Diavolo – Le Virtù
6. De Angelis: O Gloriosissimi (Antifon) – acconto dramatico della caduta di Lucifero –
7. De Sancta Maria: Caritas Abundat (Antifon) – La Caritas rapresenta l'amore che comprende tutto il mondo, l'amore del prossimo, raffigurata negli disegni di Ildegarda come donna nel abito verde –
8. Alleluia da: „O Virga Mediatrix“

Duo Commedia Nova
Gaby Bultmann (Berlino) – Canto, salterio, viella, sinfonia, flauti, tintinnabulum
Daniele Ruzzier (Lanciano) – Voce, danza


Quando il diavolo udì che gli uomini, su ispirazione divina
avevano iniziato a cantare e attraverso il canto venivano indotti a ricordare la dolcezza dei canti della patria celeste, ne fu atterrito.
La moltitudine degli angeli contempla Dio e lo conosce attraverso la sinfonia, cantando in sua lode.


Il concerto del Duo Commedia Nova vuole far conoscere alcune parti dell’opere di Ildegarda, raramente eseguite, mettendo in scena anche un estratto dell’ “Ordo virtutum”: il gioco misterico della Virtù. Questo genere musico-teatrale era nel Medioevo un mezzo per trasmettere al popolo i contenuti della bibbia, in particolare Ildegarda, inventa e racconta una sua storia tutta su questioni religiose e morali: “L’anima perduta”, quindi l’uomo mortale, si deve decidere tra il demonio e le Virtù religiose. Mentre le Virtù cantano e recitano ragioni e cause per convincere l’anima perduta il diavolo appare insultando i presenti. Nel convento di Ildegarda il personaggio del diavolo viene interpretato da il monaco Volmar, segretario della santa di Bingen. Il diavolo però può solo parlare e gridare, non può cantare, perché la musica per Ildegarda è il linguaggio riservato agli angeli: è una memoria del paradiso perduto. Per questo motivo la musica aveva un ruolo importante nel convento di Ildegarda, infatti, già per le preghiere benedettine quotidiane la sua musica veniva cantata almeno 3 ore al giorno; e sono le stesse monache di Ildegarda che ci raccontano di quando durante il suo canto preferito,“O virga ac diadema”, la sua persona risplendeva di un‘aurea di luce divina.
I 77 canti di Ildegarda di Bingen erano famosi già quando lei era ancora in vita e si conoscevano anche in Francia. Le poesie in latino venivano composte da Ildegarda stessa facendo uso anche del tedesco medioevale. Il tema è molto spesso la vergine Maria ed altre figure femminili della bibbia, come Ursula, la Caritas e la Sapienza. La musica e monofonica, ma già Ildegarda parla di accompagnamento con strumenti come flauti e viella. Il salterio è uno degli strumenti più importanti della bibbia e venne usato tantissimo fino al Quattrocento. I canti provengono dall’Antifonale, semplice e corto, fino all’Inno e alla Sequenza che rivela una struttura lunghissima, fioritissima e complicata superando qualche volta la estensione di due ottave.

Hildegard von Bingen (1098 - 1179), conosciuta in Italia come Ildegarda di Bingen, fu una monaca benedettina e mistica tedesca del XII secolo. È venerata come Santa dalla Chiesa cattolica. Nacque, ultima di dieci fratelli, a Bermersheim, vicino ad Alzey, nell'Assia-Renana, nell'estate del 1098, un anno prima che i crociati conquistassero Gerusalemme. Nella sua vita fu, inoltre, scrittrice, musicista, cosmologa, artista, drammaturga, guaritrice, linguista, naturalista, filosofa, poetessa, consigliera politica, profetessa e compositrice di musica. Monaca aristocratica, Ildegarda più volte definì sé stessa come "una piuma abbandonata al vento della fiducia di Dio".
Fondatrice del monastero di Bingen, Ildegarda fu spesso in contrasto con il clero della Chiesa cattolica; per l'epoca in cui è vissuta, Ildegarda di Bingen è stata una monaca controcorrente e anticonformista. Ha lasciato anche una notevole quantità di lavori musicali, raccolti sotto il nome di "Symphonia harmoniae celestium revelationum", diviso in due parti: i "Carmina" (canti) e l' "Ordo Virtutum" (La schiera delle virtù, opera drammatica musicata).
Iniziò a parlare - e a scrivere - delle sue visioni (che definiva visioni non del cuore o della mente, ma dell'anima - solo intorno al 1136 quando aveva ormai quasi quarant'anni.
Trasferitasi al convento di Rupertsberg, da lei stessa fondato, si dice facesse vestire sfarzosamente le consorelle, adornandole con gioielli, per salutare con canti le festività domenicale. Nella sua visione religiosa della creazione, l'uomo rappresentava la divinità di Dio, mentre la donna idealmente impersonificava l'umanità di Gesù.
Una posizione centrale nel pensiero di Ildegarda - di carattere assai forte ma cagionevole di salute - la occupa la Viriditas, l'energia vitale intesa come rapporto filosofico tra l'uomo - con le sue riflessioni e le sue emozioni - e la natura, preziosa alleata anche per guarire dalle malattie.


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